Cluster VMware vs cluster Microsoft


In questo post verranno trattati i vantaggi di implementare un cluster Microsoft e quelli invece di un cluster VMware vSphere.

cluster

Un cluster Microsoft ha il vantaggio che sono monitorate le applicazioni all’interno del sistema operativo, ad esempio SQL Server: se l’applicazione su uno dei nodi del cluster ha un crash, subentra immediatamente l’istanza sull’altro nodo in modo da garantire continuità di servizio. Nel caso di VMware invece può essere configurato un cluster con la Fault Tolerance (FT), la funzionalità che meglio si avvicina a MSCS. Con la FT attiva VMware garantisce la continuità di esecuzione di una VM, ma non delle singole applicazioni all’intero della VM:

  1. se il nodo che ospita la VM ha un malfunzionamento, una VM identica già attiva e avviata entrerà in funzione, garantendo zero disservizio;
  2. se il nodo che ospita la VM funziona correttamente ma ha un crash un’applicazione interna alla VM (un database, un server web, …), la FT non è in grado di effettuare alcun azione e il servizio non verrà più erogato.

Dunque nella scelta tra MSCS e VMware deve essere tenuto in considerazione il livello di protezione garantito, che è maggiore con MSCS ma con lo svantaggio di costi maggiori e di un maggior livello di complessità. Con MSCS infatti devono essere configurati singolarmente i nodi del cluster, così come devono essere configurati disco di quorum e RDM. In VMware invece la configurazione del cluster è molto più semplice ed intuitiva, e viene fatta interamente attraverso vCenter Server, il quale si occuperà sia di monitorare le VM sia di eseguire le azioni opportune in caso di crash. In definitiva, MSCS è da preferire per applicazioni mission-critical, come un database, in cui un disservizio anche minimo può causare notevoli problemi, mentre per altri tipi di servizi, come server DHCP, DNS, o anche server web, un cluster con VMware FT (o eventualmente HA se può essere tollerato un disservizio di alcuni minuti) offre una protezione più che adeguata.

L’alternativa è quella di ricorrere ad un cluster Microsoft direttamente all’interno di un cluster VMware, in modo da unire i benefici della virtualizzazione ad una continuità di servizio 24h/24 per le applicazioni più critiche. Inoltre, si ha un ulteriore vantaggio, che consiste nella possibilità di “spostare” un’applicazione da una VM ad un’altra senza alcun disservizio, ad esempio se si deve effettuare qualche operazione di manutenzione. E’ da notare però che in questo caso sono supportati cluster solo di alcune versioni di Windows. Per maggiori dettagli consultare i collegamenti seguenti:

roghan

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