[Articolo] Facciamo un tuffo nel dark-web: cosa c’è oltre il tunnel?

Parliamo oggi di dark-web, quella parte poco conosciuta e usata del web, che spesso viene citata in articoli, trasmissioni televisive e libri, e negli ultimi anni è sempre più in voga. Ne sono esempio serie come Mr. Robot e CSI Cyber, dove si sprecano citazioni e riferimenti più o meno veritieri.

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forensic science

Security ed Anti-Forensic nell’ambito della rete aziendale

Al convegno e-privacy del 28 maggio 2010 mi ha particolarmente interessato una discussione riguardante le tecniche di anti-forensic presentata da Daniele Martini, alias cyrax. Le tecniche di anti-forensic sono tutte quelle tecniche, opposte alle forensic (o investigazioni forensi), che mirano a nascondere le informazioni e a proteggere i dati da potenziali controlli e investigatori.

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Le tecniche presentate durante la relazione non sono state descritte nei dettagli, ma vogliono essere solo un pretesto per illustrare il panorama attuale in materia, e sono le seguenti:

* Artifact wiping
Questa tecnica prevede la cancellazione dei dati utilizzando ad esempio più riscritture dei blocchi in memoria, da un minimo di 3, arrivando addirittura a 14 o anche molte più riscritture. Tuttavia esistono sistemi che permettono di recuperare i dati anche in seguito a numerose riscritture, e per questo motivo è consigliabile effettuare sempre un elevato numero di riscritture dei blocchi. L’eliminazione definitiva dei dati può passare anche da azioni “definitive” come la rottura fisica del dispositivo di archiviazione, oppure l’utilizzo di campi magnetici in modo da rendere illeggibile il contenuto. Tra le tecniche mostrate che permettono il recupero dei dati c’è stato il Cold Boot Attack (link1 e link2), che, lo ammetto, non avevo mai sentito nominare! E’ un particolarissimo tipo di attacco fisico (ossia l’attaccante deve avere accesso fisico al dispositivo bersaglio), in cui viene congelata la RAM e quindi tolta dal dispositivo. Il congelamento è necessario per permettere ai dati di rimanere in memoria alcuni minuti, dal momento che la RAM per definizione è un tipo di memoria volatile, in cui i dati vanno persi non appena il sistema viene spento.
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